Buttati che è morbido.

Un caro amico una volta mi ha detto:
“Se corri, terrorizzata, perchè ti sta inseguendo un leone, allora è giusto. Saresti matta se non lo facessi.
Se corri, terrorizzata, perchè ti sta inseguendo un gatto, allora forse c’è qualche problema.”
Sono entrambi felini, però, a meno che non soffriamo di un’allergia mortale al gatto, la nostra corsa, nel secondo caso è ridicola.
E’ ovvio che scappiamo dal micio, perchè per noi ha le sembianze di un leone.
Ci tocca, quindi, fare un controllo alla vista ed indossare gli occhiali giusti.
Come?
Cambiando prospettiva.
Ieri ho visto il film “Quelle brave ragazze”. E’ la storia di quattro amiche che, per una serie di motivi, si ritrovano senza un soldo e con tanti problemi. Decidono di travestirsi da uomini ed iniziare a rapinare banche. Una di queste ragazza è sposata con un uomo violento, che la picchia a suo piacimento.
Lei è talmente paralizzata dalla paura che l’unica reazione che riesce a mettere in atto è andare in chiesa e pregare, augurando al marito di morire.
Tutti a partire dal prete, cercano di farla ragionare.
Devi lasciarlo, devi andare alla polizia, devi denunciarlo e così via.
E’ la cosa più ovvia. Lei, però, pur sapendolo, è paralizzata.
Quando decidono, travestendosi da uomini, di iniziare a fare rapine, inaspettatamente lei si rivela la più coraggiosa. E’ colei che non si tira mai indietro. Non ha paura e incita le altre.
Non vi racconto il finale, ma potete intuirlo.
Ho riflettuto tanto dopo il film e sono giunta ad una conclusione.
Anzichè ostinarci augurandoci che una certa paura si dissolva, impariamo a conviverci senza ribellarci. Iniziamo a dirottare le nostre energie (quelle che finora abbiamo consumato, inutilmente, per opporci a quell’emozione), affrontando cose adatte a noi. Dedicando tempo a tutto ciò che ci viene naturale, semplicemente perchè fa parte di noi. Ciò che ci rappresenta.
Siamo noi, appunto. Permettiamo a noi stesse di esprimerci attraverso altri canali.
Dobbiamo aggirarla la paura. Agire di furbizia. Del resto come potreste salvarvi dall’attacco di un leone? Non certo con la forza durante una lotta a tu per tu.
Potremmo solo astutamente seminarlo…..depistarlo.
Depistiamo le nostre incertezze e quello che ci fa barcollare, facendo altro. Qualcosa che non riguarda, nella maniera più assoluta, ciò che temiamo.
Doabbiamo solo venir fuori, cambiando strada.
Ricordandoci di agire sempre con piccoli passi alla volta. Non pensate mai la muro finito. Mettiamo su un mattoncino per volte ed in men che non si dica l’opera sarà completata.
Vi consiglio di gurdare il film. Scrivetemi poi i vostri commenti e quali pensieri vi ha suscitato.
Vi saluto con la canzone “adatta!”
https://youtu.be/D1ZYhVpdXbQ





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