Elogio alla timidezza

Non sono io, è una voce silenziosa, quasi muta, che parla per me.

La sento, potrei toccarla, ma non servirebbe.

E’ invisibile e sempre presente.

E’ il motore arrugginito che rallenta la mia vita.

E’ colei che dà il colore rosso alla mia pelle.

E’ il lubrificante delle mie corde vocali.

E’ l’occhiale sbagliato che toglie nitidezza al mondo.

E’ la mano che muove i fili come un burattinaio.

Che colore avrebbe la mia pelle?

Che suono avrebbe la mia voce?

Che colori avrebbe il mondo?

Quali movimenti compirebbe il mio corpo?

Lei, artefice del cambio di rotta della mia identità,

è la dolcezza che accompagna l’incedere lento del vecchio motore,

il colore rosso della passione che mi accende,

la colonna sonora che ho necessità di cantare,

e la bellezza dell’imperfezione intorno a me.

I movimenti del corpo danno vita a questo miracolo.

Tutto grazie a lei.

Mariapiera Miele

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