Il tempo

In origine c’era la vita,

ma l’ugual scorrere di lei non ci lasciava scampo.

Dovevamo orientarci.

Altrimenti come avremmo fatto a capire quando siamo.

In soccorso sono arrivati i numeri,

padroni giunti dal nulla,

a scandire una nostra invenzione,

il tempo.

Questo lontano sconosciuto,

colui il quale misura allo stesso modo tutto.

Che si tratti di un’emozione, o di un treno in ritardo.

Che sia paura, o dura verità.

L’orologio, di cui si avvale,

è lo strumento più imparziale.

Non fa differenze e non fa eccezioni, per nessuno.

Il suono delle sue lancette non cambia mai ritmo.

Il minuto travolgente di un bacio,

sarà uguale a quello di una puntura.

I dieci minuti impiegati a salvare una vita,

saranno gli stessi di due canzoni di Morandi.

La frazione di secondo che precede la morte,

sarà la stessa che precede la vita con il suo primo vagito.

Senza pietà scorre in un’unica direzione.

Avanti.

A lui non interessa sapere cosa c’è alle spalle.

Le macerie sono solo le nostre.

Vorremmo fermarlo, ma non possiamo.

Della sua esistenza non c’è prova alcuna.

Il suo scorrere, difatti, procede senza lasciare traccia.

Il verificarsi degli eventi, d’altronde, sembra sia opera nostra, non del tempo.

La vita, mi dicono, esisteva ancor prima che qualcuno la misurasse.

Che pessima idea!

La natura poliedrica dell’uomo,

confinata ad un semplice tic tac.

MARIAPIERA MIELE

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