La domenica felice

Un’allegra melodia inonda l’aria, diffonde leggerezza, profuma di fresco, e annuncia la lieta novella. Accorrono tutti, con i cuori trepidanti. L’attesa è stata lunga, la speranza ha dato conforto a molti. Non si parla d’altro. Il vociare, il bisbigliare e l’eloquenza degli sguardi muti ha rimepito la piazza. Ecco arrivare un omino singolare, piccolo e sorridente. Ha in mano una lunga pergamena.

Udite, udite,

fa eco la sua voce. I rumori si placano e le orecchie si tendono.

Per ordine del Supremo,

è finita l’era dei lunedì.

Ohhhhhh, si sente muovere questo suono nell’aria.

E’ fatto divieto dalla odierna domenica,

fino a data da stabilire,

pronunciare,

pensare,

programmare,

o inventare,

un lunedi.

Si sente una voce forte tra la folla. “Allorquindi, non ci sarà più un domani?” L’omino, senza scomporsi, prosegue.

E con questo, non certo a significare che non ci sarà più un domani,

bensì ognuno avrà un giorno per essere un uccello.

Ohhhhh, si sente nuovamente questo suono. Forte e chiara rimbomba ua domanda. “Gli ucceli volano, noi no. Come faremo?” L’omino, sempre senza scomporsi continua.

E’ naturalmente consentito a tutti, essere uccelli senza saper volare.

Ahhhhh, ecco il grido di sollievo alleggerire gli animi. Sempre la solita voce, invece, vuol provocare turbamento. “E come si può essere uccelli senza saper volare?” L’omino continua.

Ognuno di voi sperimenterà, un giorno a settimana, l’essenza della libertà,

nel rispetto reciproco e del pianeta che ci ospita.

Tutti in coro questa volta, “e come si fa?” L’omino per la prima volta alza lo sguardo. Il corteo fa silenzio.

Guardate gli uccelli.

D’improvviso tutti alzano lo sguardo al cielo, alla ricerca della soluzione. L’omino, però, interrompe lo studio.

Giacchè l’ordinanza è per tutti,

anche per i non vedenti,

qualora non possiate vedere alcun uccello,

non preoccupatevi.

Non serve la vista,

bensì uno sguardo, anche cieco,

che accompagni la mente nella sua vastità.

La potenza di una mente libera di pensare,

vi donerà la leggerezza di un uccello.

E chissà, magari imparerete a volare.

Fa per girarsi e andare via. Poi, come se avesse dimenticato un dettaglio importante, torna indietro.

Dimenticavo.

Il titolo dell’ordinanza è

La domenica felice.”

MARIAPIERA MIELE

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