La gabbia

Mi guardi scrivere e sognare,

e lì, capisco.

La ritrovata energia,

nei miei pensieri per sempre perduta,

si nutre di ciò che riceve.

Tu, inconsapevolmente, arricchisci me,

dissetando l’arsura di una mente che,

altrimenti esploderebbe,

tale la voglia di germogliare.

Quel che resta dentro

non è perduto,

bensì in attesa del dono di venir fuori.

Quando la giusta voce arriverà,

con lei ci saranno i brividi.

Quando lo sguardo giusto

muoverà laddove nessuno si era mai spinto,

mostrerà ciò che ai più era nascosto.

Inaspettatamente, mi hai catturato a te.

La gabbia, d’altronde,

la dividiamo in due.

Sentirla stretta

o

raddoppiata,          

sta a noi.

Mariapiera Miele

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