Matilda sei mitica e l’ottimismo

Matilda sei mitica”, il film tratto dal libro dell’inimitabile Roald Dahl,è uno di quei capolavori che potrei rivedere all’infinito.
Non decidiamo noi dove, quando e in casa di chi nascere. È fortuna, pura e semplice fortuna. È uno dei rari casi della vita in cui non possiamo intervenire con raccomandazioni o richieste di corsie preferenziali.
Può andar bene o può andar male.
A Matilda, purtroppo, non è andata proprio benissimo, anzi, la famiglia dove nasce è quanto di peggio una mente possa immaginare.
Eppure, questa travolgente bambina, dall’inizio alla fine della storia tiene fede a se stessa.
Non rinuncia a vivere la sua vita, nel pieno rispetto delle sue peculiari doti.
In questi giorni, per motivi personali, legati al graduale rientro alla normalità e quindi, alle “solite” frequentazioni e amicizie, mi è capitato di riflettere approfonditamente su questo argomento.
Abbiamo dovuto confrontarci con l’inaspettato, ovvero la totale rinuncia alla nostra libertà.
Personalmente penso che, se ci viene tolto tutto, ciò di cui sentiremo la mancanza, è ciò che realmente ci rappresenta. È quello che realmente siamo.
Come tutti coloro i quali vivono in un paese libero e democratico, non mi ero mai confrontata con un evento del genere.
Non avevo mai avuto la fortuna di essere privata di tutto, per scoprire che poi, quello che mi sarebbe mancato, erano solo un paio di cosette.
Questa pandemia, in due mesi, ha fatto la pulizia che in tanti anni mi prefiggevo di iniziare e portare a termine.
Scrivere e viaggiare sono i pilastri della mia vita.
Il primo ho potuto continuare a farlo, il secondo no e mi è mancato come l’aria che respiro.
Tutto sommato, però, era prevedibile.
L’imprevedibile è stato altro.
Mi ha meravigliato la reazione di tante persone che conosco da anni e che mai avrei creduto essere così negative.
Mi ha meravigliato l’indifferenza di altrettanti amici storici che si sono limitati a guardare solo la superficie di tutta questa storia.
Mi ha meravigliato l’ingenuità con la quale persone che ritenevo in gamba hanno accettato, senza mettere in discussione, tutto quello che telegiornali e affini ci hanno propinato.
Ma più di tutti mi ha meravigliato la natura, che con tutta la sua grandezza ha dimostrato che il vero virus siamo noi.
Vi starete chiedendo……
“Cosa c’entra Matilda con tutto questo?”
C’entra eccome!
Matilda è nata e vive in una famiglia che non si accorge di lei.
Una madre, un padre ed un fratello ciechi!
Lei e loro parlano due lingue diverse.
La bambina alla fine del film sceglie la sua maestra, acquistando, meritatamente, una nuova famiglia adatta a lei.
Sceglie la famiglia che parla la sua stessa lingua.
Questo film rappresenta il mio personale percorso durante questa pandemia.
Ho viaggiato, nei giorni della quarantena, attraversando i mondi di svariate emozioni, molte delle quali totalmente nuove e sconosciute. È stato un viaggio interessante, che ha trasformato un evento drammatico in qualcosa di buono.
Mi ha aiutato a capire aspetti di me sui quali mi arrovellavo da anni.
Ho scoperto di essere un’ottimista incallita.
Ho scoperto che ragiono con la mia testa.
Ho scoperto che più provano a spaventarmi e più falliscono.
Ho scoperto che mi piace motivare le persone alle quali voglio bene.
Ho scoperto che non mi arrendo.
Ho scoperto che avere paura non serve.
Ho scoperto che l’unione che fa la forza.
Ho scoperto che la strada è ricca di possibilità.
Ho scoperto che il tempo è prezioso.
Ho scoperto che la vita è un dono quotidiano con un senso dell’umorismo di una potenza tale che dovremmo avere sempre un sorriso stampato sul nostro viso.
Ho scoperto anche, però, che qualsiasi siano le nostre qualità c’è bisogno di avere fiducia in se stessi per utilizzarle e dar loro la voce.
Io, di fiducia in me ne ho davvero poca o comunque non abbastanza per insistere e trasmettere il mio ottimismo a tutti.
Il mondo affettivo e relazionale che mi ha circondato, al tempo del coronavirus, non parlava la mia stessa lingua ed io non ho avuto la giusta dose di fiducia in me per esprimere la mia positività.
Anzi, quando l’ho fatto non è andata benissimo.
Sono apparsa superficiale ed infantile.
Non capivano cosa io volessi dire.
Mi sono sentita ridicola ed ho dubitato di me.
Poi, un bel giorno, mi è venuta in mente Matilda.
Sarò stata vittima, probabilmente, di uno dei suoi incantesimi, perché all’improvviso mi sono sentita più forte ed ho creduto che il modo migliore fosse quello di scrivere quest’articolo, per gridare al mondo tutte le mie scoperte.*
Chi avrà voglia lo leggerà, ho pensato.
E, visto che come diceva Rod Stewart, “l’ottimismo è la mia miglior difesa”, vi giro l’augurio di Marlene Dietrich, “cercate di essere ottimisti, c’è sempre tempo per mettersi a piangere”  e vi lascio con le parole del medico e scrittore svizzero Paul Tournier: “Alla fine, le persone che vincono sono quelle che pensano di potercela fare.”

2 commenti

  1. Katy ha detto:

    Sono d’accordissimo con te questo periodo per me è stata una salvezza…ho ricostruito dopo mesi di corse, una tranquillità con i miei figli …me li sono goduti come non mai…ho capito che bloccarsi da tutto in certi momenti è salutare..ti libera la mente e purifica l’ anima..ho capito le piccole cose che contano nella vita e soprattutto che senza certe persone si può stare molto bene..e che finalmente si è liberi di essere se stessi..di decidere con la propria testa senza imposizioni…e che poi questo.periodo ha fatto tanto bene alla natura…anche lei ha ripreso a vivere…quindi altro che lato positivo..vai forte…

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    1. mariapiera74 ha detto:

      Cerchiamo di ricordarlo tutti il più a lungo possibile. Un abbraccio

      "Mi piace"

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