La ragazza dalla chioma rosa

Ho guardato la ragazza dalla chioma rosa, seduta a piangere su un muretto di fianco la Fontana di Trevi, senza avere il coraggio di avvicinarmi e chiederle cosa fosse successo. Qualcosa mi dice che c’entrasse l’amore, quello c’entra sempre. Con il cellulare tra le mani un po’ sbirciava, un po’ piangeva piano. Una mano teneva il telefono, l’altra asciugava il viso. Ho sbagliato a non avvicinarmi e ho desiderato rimediare inventando una storia per lei, a lieto fine naturalmente.
C’era una volta una ragazza spagnola di nome Emma, a Roma per il progetto Erasmus da soli tre giorni. Fidanzata con un madrileno, come lei, che ha gettato la maschera poco dopo il decollo del suo aereo verso l’Italia.
In assenza di coraggio non si fanno scelte, si sfruttano le occasioni. Il messaggio con scritto “Prendiamoci una pausa” è arrivato subito l’atterraggio. E così ha inizio l’avventura di Emma, sola in un paese nuovo, sola in ogni caso. Qualcuno le ha detto che gettare una monetina nella fontana può portarle fortuna. Quella sera di monetine ne ha gettate tre, poi si è seduta ad aspettare, come se qualcosa potesse accadere da un momento all’altro. Non è accaduto nulla, lei era già salva, si era salvata da lui, ma era ancora presto per capirlo. È mezzanotte passata, inizia a fare freddo ed Emma si alza per andare via, dimenticando la sciarpa di morbida lana rosa, abbinata al colore dei suoi capelli. Lorenzo, il ragazzo che dall’altra parte della fontana aveva trascorso la sera ad osservarla, prende la sciarpa, ne respira l’odore e poi corre da lei per restituirla.
“Ciao, hai dimenticato questa” le dice sorridendo con gentilezza.
“Gracias” risponde Emma.
I due si guardano qualche istante.
“Ti ho visto piangere, posso aiutarti?”
Lei scuote la testa.
“Però posso mostrarti Roma, ti aiuterà.”
Lei sorride, non comprende ogni parola, ma non importa.
A volte l’amore resta in silenzio ed è doloroso ascoltare i nostri pensieri. Altre volte fa così tanto rumore da non farci sentire più nulla.
Lorenzo aveva rotto il silenzio.
Davanti il portone di casa Emma lo bacia.
Il dolore è la debolezza che se ne va.
Il suo era andato via per lasciar posto a Lorenzo, tutto il resto è un’altra storia.

Mariapiera Miele

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