La casa dei sogni

 C’è un ragionamento che mi perseguita senza sosta. Lo sento fuoriuscire dalla bocca delle persone, nei momenti più delicati della mia vita.
“Ho sempre voluto fare il medico, fin da piccolo. Pensa, L’allegro chirurgo, era il mio gioco preferito.”
“Ed eccoci tornati in studio con J.K. Rowling, autrice della saga di successo mondiale, che ha come protagonista il celebre maghetto Harry Potter. Ci dica, come è nata l’idea?”
“Ho sempre voluto scrivere, fin da piccola. Mentre i miei amici si divertivano a giocare, io passavo le ore nel mio mondo fantastico, ricco di avventure.”
Tutte le volte in cui sto per imbarcarmi in una nuova impresa, ovunque io rivolga la mia attenzione, sembra ci sia qualcuno che conosce la propria strada “fin da piccolo”.
Dando per buono che tutti dicano la verità ed esonerando me stessa da qualsivoglia forma di invidia, il pensiero che mi accompagna è il seguente:
“Il giorno che distribuivano le carte del Monopoli con su scritto dove recarsi, evidentemente io ero impegnata in altri giochi.”
Come ci si sente ad occupare un posto in una società in cui la maggioranza delle persone “fin da piccole” sanno cosa faranno da grandi?
Risposta.
Diversi ed in imbarazzo.
Mi soffermerò sul sentimento di imbarazzo.
40 anni è troppo tardi per scoprire quello che vogliamo fare da grandi?
I vari “fin da piccolo” mi fanno sentire così. In ritardo.
È come se, finora, avessi perso tempo, anche se così non è. Prima, ho fatto altro. Ho testato cose che non conoscevo, come fanno i bambini.
Poi, ho deciso. La decisione presa, purtroppo, si scontra con il tempo.
Risultato……..
Finisco per bruciare le mie energie per trascinare me stessa. Mi trasformo nel mio personale motivatore, per convincermi che sono ancora in tempo per diventare una scrittrice.
Che se anche non ho iniziato da piccola, posso ancora realizzare i miei desideri.
Che non devo pensare di non essere in diritto, anche se è così che mi sento.
Una non avente diritto.
Che se esistesse una fila nell’ufficio realizzazione desideri, mi direbbero che mi sono messa in coda troppo tardi.
Ogni mattina, quindi, prima di dare libero sfogo alla mia fantasia, combatto battaglie spietate contro nemici invisibili, nascosti nel labirinto della mente.
A volte li stano, altre no.
Sono le volte in cui torno sconfitta, che mi riparo nella mia personale casa dei sogni, quella che cambia di continuo, e che mi accoglie con un abbraccio “fin da piccola”.

P.S. I libri che ho utilizzato per costruire la piccola casa dei sogni, nella foto, sono stati presi a caso, perché non c’è un libro più bello di un altro. Chi scrive, ci regala il mondo che ha disposizione in quel momento. Siamo noi a decidere se scegliere quel posto oppure no.