LE MIE DITA

Ho vissuto quarantaquattro anni senza sapere chi fossi.
Poi, in un giorno qualunque di rara disperazione, ho scoperto che le mie mani potevano vivere per me.
Quando il dolore non trova più posto nella mente cammina e solo allora possiamo sentirlo.
Bisogna essere fortunati e sperare che decida di passeggiare nei posti giusti.
Nel mio caso, la sofferenza si è spinta fin dentro la punta delle dita e ha dato loro benzina.
Io soffrivo, loro si muovevano.
Io crollavo, loro acceleravano.
Io piangevo, loro scansavano le lacrime.
Ero così impegnata a soffrire che solo quando il dolore ha trovato l’uscita ho abbassato la sguardo e tra le mani ho visto quelle pagine, scritte a penna da dita coraggiose.
Queste pagine svelano chi sono io, dove abita la mia debolezza e dove si nasconde la mia forza.
Queste pagine mi insegnano che la forza va stanata e per farlo è necessario soffrire.
Mariapiera Miele