Quando abolirono il lunedì


Quando abolirono il lunedì io ero intenta a rimuginare sulla terribile domenica passata a litigare con la signorina S. Le urla erano tali che non ascoltai la notizia.
Il giorno dopo preparai la borsa per la lezione di pilates.
Quando arrivai in palestra trovai solo i corsi del martedì.
Tornai a casa e scrissi su Google la parola lunedì. Questo è ciò che apparve sullo schermo:
“Termine utilizzato per indicare un giorno della settimana ideato per punire la razza umana. Abolito a causa delle molteplici sofferenze da esso derivate.”
Quando abolirono il martedì io ero intenta a rimuginare sulla splendida domenica trascorsa con il signor N. Ero con la testa tra le nuvole e non prestai attenzione alla notizia.
Il giorno dopo preparai la borsa per la lezione di nuoto.
Quando arrivai in piscina trovai solo i corsi del mercoledì.
Tornai a casa e scrissi su Google la parola martedì. Questo è ciò che apparve sullo schermo:
“Termine utilizzato per indicare un giorno della settimana ideato per sostituire il lunedì. Abolito a causa dello scarso successo.”
Quando abolirono il mercoledì ero intenta a terminare un infinito pranzo della domenica a casa di nonna T. Il cibo aveva tappato tutti e 5 i sensi, quindi non potei ascoltare, o leggere, od odorare, o toccare o assaporare la notizia.
Il giorno dopo preparai la borsa per andare al corso di inglese.
Quando arrivai trovai solo i corsi del giovedì.
Tornai a casa e scrissi su Google la parola mercoledì. Questo è ciò che apparve sullo schermo:
“Termine utilizzato per indicare un giorno della settimana ideato per illudere quelli che credono che essere a metà percorso significhi stare a buon punto. Abolito dopo richiesta di quelli che non credono nel bicchiere mezzo pieno.”
Quando abolirono il giovedì io ero intenta a districarmi nel traffico estivo della domenica. I clacson delle macchine intorno a me producevano un rumore così assordante che non sentii la notizia alla radio.
Il giorno dopo preparai la borsa per il corso d’aggiornamento.
Quando arrivai trovai solo i corsi del venerdì.
Tornai a casa e scrissi su Google la parola giovedì. Questo è ciò che apparve sullo schermo:
“Termine utilizzato per indicare un giorno della settimana vicino al weekend ma feriale a tutti gli effetti. Abolito a causa dell’evidente ruolo ingannevole e maligno.”
Quando abolirono il venerdì io ero alle prese con una domenica passata a finire un thriller spaventoso. Ero così tanto terrorizzata che non volevo vedere né ascoltare nessuno. Non ebbi modo di venire a saperlo.
Il giorno dopo mi preparai per l’aperitivo del venerdì. Quando arrivai al bar non c’era nessuno, invece la pizzeria di fianco era stracolma.
Tornai a casa e scrissi su Google la parola venerdì. Questo è ciò che apparve sullo schermo:
“Termine utilizzato per indicare il giorno della settimana più atteso, in quanto preludio al weekend. Abolito a causa delle numerose aspettative sul weekend non soddisfatte.”
Quando abolirono il sabato io ero intenta a trascorrere una domenica di meditazione nei boschi. Ero così lontana dal mondo che nessuno poté avvisarmi.
Il giorno dopo mi preparai per la solita pizza del sabato sera. Quando arrivai, il locale era chiuso. La scritta recitava Oggi è domenica, giorno di chiusura settimanale.
Tornai a casa e scrissi su Google la parola sabato. Questo è ciò che apparve sullo schermo:
“Termine utilizzato per indicare il giorno della settimana dedicato al divertimento, agli amici e a tutto ciò che si vuol fare. Abolito dopo ripetuta constatazione di eccessivo desiderio di pizza a discapito di altre attività.”
Quando abolirono la domenica io ero intenta a crogiolarmi nel letto per godermi il dolce far niente del giorno di festa, quando la sveglia suonò. Pensai di sognare, quindi la spensi e ritornai a dormire.
Il giorno dopo preparai la borsa per andare a lavoro.
Quando arrivai in ufficio trovai un biglietto sulla mia scrivania.
Sei licenziata.
Tornai a casa e scrissi su Google la parola domenica. Questo è ciò che apparve sullo schermo:
“Termine utilizzato per indicare il giorno della settimana dedicato al riposo. Abolito a causa della scorretta applicazione dello stesso.”
Mariapiera Miele