“Lo stagista inaspettato” e le buone maniere

Il film “Lo stagista inaspettato”, a casa mia, è stato definito dai miei figli il film senza problemi. La pellicola, che vede in campo due big, Robert De Niro e incollato Anne Hathaway, procede liscia dall’inizio alla fine. Non ci sono cattivi, non ci sono grossi problemi, non ci sono morti. Eppure, il film, ti tiene incollato allo schermo e lo guarderesti all’infinito. Perché?
Me lo domando tutte le volte che lo guardo (credo di aver toccato ormai grossi numeri). Non avevo una risposta fino a qualche tempo fa, poi…..
A volte, quando non si capisce il perché di alcune circostanze, trovarsi in una situazione assolutamente opposta aiuta molto.
Il film racconta con una tenerezza discreta la storia di uno stagista (Robert De Niro) che, rimasto vedovo, in buona salute e con tanto tempo a disposizione, decide di rispondere all’inserzione di una azienda che cerca personale di età avanzata. Il suo capo è una donna, mamma, moglie e manager in carriera (Anne Hathaway), che ha fondato e fatto crescere in maniera eccellente una azienda che si occupa di moda online. Criticata da tutte le mamme della scuola della figlia e all’apparenza aiutata enormemente dal marito, va avanti con tanta buona volontà per cercare di non far cadere a terra l’enorme quantità di birilli che volteggiano in aria e dei quali sembra sia solo lei la responsabile…..perché è una donna.
Potremmo intavolare una discussione infinita sul ruolo delle donne e su come, ancora oggi, vengono viste dalla società, ma davvero, penso non ne valga la pena. Il film mi ha conquistato perché affronta l’argomento senza giudicare nessuno. Non ci sono critiche, né polemiche né sapientoni di turno che puntano il dito verso chiunque. C’è una storia dolce, che tratta un argomento scottante, senza che ci si bruci. Il ruolo di Robert De Niro, che diventa la colonna portante della vita della protagonista e di tutta l’azienda, non oscura le indiscutibili doti di Anne Hathaway, ma le regala saggezza e l’aiuta moralmente donandole la sensazione, o meglio la certezza, di avere le spalle coperte.
Il momento che stiamo vivendo avrebbe bisogno di questo. È assolutamente dannoso circondarci di chi giudica o accusa. Non porta ad alcun risultato. Adesso sarebbe necessaria la gentilezza, l’educazione e la tenerezza, un miscuglio che agirebbe da balsamo per l’anima, quello che evidentemente non si riesce più a trovare nella vita vera, ma lo si riceve, inaspettatamente da un film, un libro o una canzone.
Sono tutti impegnati a lanciare messaggi con arroganza, dimenticandosi che parlare al mondo non vuol dire giudicare o accusare. Qualsiasi sia la cosa che abbiamo da dire dobbiamo farlo nel modo giusto, accompagnato da gesti che rendano onore ai nostri pensieri e non che ce ne facciano vergognare.
Il film mi fa stare bene tutte le volte che lo vedo, ecco perché ho pensato di condividere con voi questa riflessione.
Circondatevi di ciò che dona gioia alle vostre giornate. Ognuno di noi percepisce le emozioni positive a suo modo. Trovate il vostro. Impiantate l’orto della vostra vita come meglio credete, facendo sempre molta attenzione alle erbacce infestanti. Scegliete il film, il libro o la canzone che preferite e mettetelo su in loop, all’infinito.
E ricordate, come diceva Nelson Mandela “Sembra sempre impossibile finché non viene fatto”.
Vi saluto come sempre con il link della canzoncina adatta.
https://www.youtube.com/watch?v=bjvVNyBTSP8